Paese

Dati Generali
Il paese di Onifai
È un piccolo centro agropastorale della provincia di Nuoro, nella Baronia. Sorge nella bassa valle del fiume Cedrino. Nel medioevo fece parte della curatoria di Galtellì, nel Giudicato di Gallura, in seguito passò al Giudicato di Arborea, agli Aragonesi e nel 1438 fu incorporato nella Baronia di Orosei di cui seguì le vicende. Il paese è ancora molto legato alle tradizioni e operazioni abituali, come la tosatura delle pecore, a Onifai diventano evento e motivo di incontro. L’economia è basata sull’allevamento e la coltura della vite, Onifai è infatti famosa per la produzione di formaggi e per la qualità dei suoi vini, la vernaccia, che ha una produzione limitata, è particolarmente ricercata dagli estimatori del buon bere.
Il territorio di Onifai
Altitudine: 3/718 m
Superficie: 42,96 Kmq
Popolazione: 766
Maschi: 387 - Femmine: 379
Numero di famiglie: 264
Densità di abitanti: 17,93 per Kmq
Farmacia: via Zecchino Mulas, 18 - tel. 0784 97163
Guardia medica: (Irgoli) - tel. 0784 97248
Carabinieri: via matteotti, 10 - tel. 0784 979007
Polizia municipale: via Municipio, 17 - tel. 0784 97418

Storia

ONIFAI, villaggio della Sardegna nella provincia e prefettura di Nuoro compreso nel mandamento di Dorgali, e prima nel dipartimento di Galtelli o del-l’iscla di Galtelli, del regno di Gallura.

La sua situazione geografica è nella latitudine 40° 24' e nella longitudine orientale dal meridiano di Cagliari 0° 32'.

Trovasi nella valle del Cedrino, a mezzo miglio di distanza dalla sponda sinistra del fiume, entro l’angolo che fa con questo il rivo di Irgoli, all’estrema falda meridionale del monte che ha la stessa denominazione, entro un seno del medesimo aperto all’austro, quasi in forma d’un bel porto.

Come questa massa e sue appendici lo proteggono dai venti boreali e grecali, così la mole del monte Galtelli che sorge in là del fiume, lo copre da’ meridionali, sì che non soffre da altra influenza più che dal ponente.

Il calore e l’umidità è grande in certe stagioni, giornate ed ore, la nebbia frequente, crassa e talvolta nociva, il freddo mitissimo nell’inverno talchè soventi come cade, fondesi la neve. L’aria è impura e insalubre principalmente dall’estrema primavera al provetto autunno.

Il suo territorio è più che si voglia al bisogno degli abitatori, e forse d’una superificie maggiore di miglia quadrate 25, che potrebbero dar sussistenza per lo meno al quintuplo dell’attual popolazione. È nella massima parte montuoso, o dirò meglio rilevato in colli a dorso piano.

Le acque non sono molto copiose, e la riunione delle medesime forma de’ rivi che aumentano il fiume d’Irgoli o si gittano in mare. Dalle rupi che circondano il paese vengono ne’ tempi piovosi entro il paese molte acque, e talvolta rotolan grossi massi che rovescian le case prossime, perchè gli onifaiti devon spesso temere. Forse un’ottava del territorio è ingombra di ghiandiferi, nella qual regione detta Gheretarios, abbonda più che altrove il selvaggiume, determinatamente i cervi e i cinghiali. Le stesse specie sono in altre parti con le volpi e le lepri, e tutte le specie di volatili che abbiamo notate in altre descrizioni.

Popolazione. Nella tabella della popolazione della provincia di Nuoro notammo anime 370 distinte in maggiori maschi 110, femmine 100, e minori maschi 70, femmine 90 comprese in famiglie 87.

I numeri medii del movimento sono nascite 10, morti 6, matrimoni 2. La mortalità massime de’ piccoli accade nell’estate e l’autunno. Le malattie fatali sono le perniciose e i dolori laterali, e molti patiscono per guadare, come fanno, le acque del Cedrino, se manchi la scafa o la barca, che si adopera quando è pericoloso di traversar la corrente.

Sul carattere di questi paesani vale quel che si scrisse su gli oriseini.

Essi sono o agricoltori o pastori, i primi in numero di 70, i secondi di 50, e forse non vi è alcuno che eserciti nessuno de’ mestieri necessari in un paese. L’istruzione primaria tace spesso perchè resta vuota la scuola. Dopo tanti anni nè un solo ne uscì che sapesse leggere e scrivere.

Agricoltura. I terreni di Onifai essendo quasi generalmente sabbiosi, però sono più idonei alla semenza dell’orzo, che a quella del frumento.

Si seminano annualmente star. di grano 150, d’orzo 100, di legumi 20, e il frumento ne’ campi della valle Cedrina dà ordinariamente il 15, il 20 e assai più, nelle altre regioni l’8 o il 10, l’orzo suol rendere più del 20, i legumi il 15 e anche il 30 se sono ben curati.

Dopo il terreno arativo l’altro che si esercita con la fatica avrà un’area di star. 100, de’ quali 50 sono per la vigna, 18 per gli orti, e altri 50 per frumento e orzo nelle tanche che hanno una superficie non minore di star. 1500.

Il monte di soccorso che avea per dotaz. 200 frumento, 100 orzo e lir. 660, numerava nel 1841 fondo gran. 203, orzo 31 e lire 60. 18.

Le vigne prosperano a maraviglia e producono mosto in abbondanza; ma quanto i vini sono gustosi tanto sono leggieri.

D’alberi fruttiferi se ne possono computare circa 2000 in varie specie.

Pastorizia. I pascoli sono copiosi e nella stagione invernale i pastori avvicinandosi alla maremma ne trovano ottimi e larghi per tutte sorta di bestiame.

Ripeteremo qui i numeri già posti nella tabella sullo stato attuale della pastorizia, i quali portano nel bestiame manso buoi 100, vacche mannalite 4, cavalli 15, majali 52, giumenti 28; nel rude capre 716, vacche 220, pecore 630, porci 200.

Religione. La chiesa maggiore è dedicata al martire s. Sebastiano, protettore contro la pestilenza, e governasi da un solo prete sotto la giurisdizione del vescovo di Nuoro.

Le chiese minori sono denominate una dalla s. Croce che è uffiziata da una confraternita, la seconda dalla Vergine di Loreto, la terza dalla Vergine delle Grazie, la quarta da s. Georgio (che si fa servire a cemitero), la quinta da s. Antonio di Padova.

Egli è per la festa del titolare s. Sebastiano, e per quella della Vergine di Loreto e del Rosario che si fa gran concorso da’ vicini paesi, e si empion le case di ospiti. In occasion delle medesime alle altre solite ricreazioni si aggiunge la spettacolo della corsa.

Antichità. Entro i termini di Onifai sono molti nuraghi degni di osservazione, entro i quali si ricoverano i pastori.

Tradizioni

Feste e Tradizioni
Feste e Sagre a Onifai
16/17 gennaio: Festa di Sant'Antonio Abate
20 gennaio: San Sebastiano, Festa del Santo Patrono
23 aprile: Festa di San Giorgio
maggio: Su Tusorju, festa della tosatura delle pecore
13 giugno: Festa di Sant'Antonio da Padova
ultima domenica di giugno: San Juanne Istranzu, festa campestre